sabato, 20 novembre 2004

 

 

 

 

 

 

A Bug's Life

postato da: diablera alle ore 15:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:natura, animali, piante, pix
martedì, 16 novembre 2004

Oggi splende il sole, e la bellezza della mia Terra appare di nuovo ai miei occhi. Ancora una volta posso gioire della presenza di altre forme di vita. Gli insetti sono tornati a descrivere le loro danze vorticose nell'aria, mentre il leggero vento che soffia mi è rivelato dai riflessi della seta intessuta dai piccoli ragni. Nonostante la temperatura sia piuttosto bassa non posso fare a meno di tenere aperta la finestra sulle meraviglie della prima mattinata. Oggi sono felice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: diablera alle ore 09:13 | Permalink | commenti (4)
categoria:natura, riflessioni, animali, piante, pix
martedì, 25 maggio 2004

Thanks to Bioimages.org
postato da: diablera alle ore 01:03 | Permalink | commenti (4)
categoria:natura, piante
lunedì, 24 maggio 2004
L'acquario

Ho due acquari. Il più piccolo dei due ora l'ho regalato a Nonno, ma sono almeno due mesi che ci sono solo piante. Quello più grande (grande si fa per dire) è stato il primo che ho comprato, su cui ho speso tanti di quei soldi che se ci penso adesso, in tempo di risparmio&ristrettezze, mi viene da piangere. In realtà non è mai stato un acquario bello da fare invidia. Aveva un fondo comune (e pure calcareo), una radice di mangrovia, due roccette e delle Anubias che sopravvivono ancora, qualche Cryptocoryne (anche loro ancora presenti e moltiplicate a dismisura), due Echinodorus che furono sventrate dagli abitanti, un'Ampullaria e loro, i miei pesci rossi. Prima vennero Castore e Polluce, acquistati in un momento di esaltazione causata dallo studio, in quel periodo, di Anatomia Comparata, per cui mi armai di soldini e andai nel primo negozio di animali che mi venne in mente. Una delle proprietarie, una rubiconda signora cinquantenne, si avvicinò sfregandosi le mani e mi chiese cosa desiderassi: "Due pesci rossi e una vaschetta". Bene. Uscii dal negozio con: vaschetta da 7 litri, fondo per acquari colorato (davvero improponibile), cibo in scaglie per pesci rossi, pallina con sonaglietto per il gatto e un osso di gomma per il cane (quale cane?!). Ah, anche i due pesci. Dopo qualche giorno di ambientazione decisi che era il caso di comprare un piccolo filtro, "perchè è uno stress per i poverini cambiare l'acqua ogni giorno". Mi presentai, dunque, in un vero negozio di acquari e, tra una considerazione e l'altra, mi feci rifilare un microfiltro per vasche fino a 30 litri. Quando lo misi nel 7 litri i pesci rossi sembravano dei salmoni. Per qualche giorno andò avanti così, tranquillamente, spostando un po' qua un po' là questa vaschetta, cercando la migliore angolazione per essere ammirata. Il mio cervello irrequito però non era soddisfatto, quindi cominciò ad elaborare un'idea alquanto malsana: assecondare il desiderio d'infanzia di possedere un acquario vero... Andai per negozi, cercando il prezzo migliore, ma ogni volta tornavo a casa schiacciata da quelle cifre che pesavano come un macigno. Finchè, complice una community su internet, arrivai su un sito che vendeva acquari online. Sommando tutti i risparmi più i soldi che mi regalarono per Pasqua, riuscii a mettere insieme abbastanza denaro per prendere una vasca da 65 litri, completa (?) di filtro, luci e riscaldatore. Dopo qualche giorno mi arrivò a casa uno scatolone gigantesco, che corrispondeva al doppio delle misure dell'acquario, ed ebbi il dubbio che si fossero sbagliati, speranza uccisa nel momento in cui aprii l'imballaggio e lo trovai traboccante di polistirolo. A fatica mi caricai lo scatolone e lo portai da casa di Nonno, dove era arrivato, a casa mia (50 metri più in là). Mia madre era attonita, era la prima volta che portavo a casa una cosa così grande. Quando scartai il tutto, infatti, ci fu un turbinare di proteste da parte sua, come se poi l'avessi mai ascoltata. Ero ovviamente impaziente, per cui poggiai l'acquario su uno scaffale di una libreria, che a pensarci ora, ancora mi chiedo come mi fosse venuto in mente di metterlò là. Il mobile, infatti, era una specie di scaffale traballante con ripiani in truciolato, che, come se non bastasse, erano meno profondi di 2 centimetri rispetto alla base dell'acquario, il che vuol dire sicura rottura della vasca, con conseguente allagamento e morte degli abitanti. Chiedendo conferme in giro mi resi conto che era necessario uno spostamento, così, a soli due giorni dal primo allestimento, smontai il tutto e cominciai ad approntare un altro supporto. La scelta cadde sul comò, il quale fino a poco tempo prima si trovava nella mia stanza, che in origine era una camera da letto, ma venne successivamente sfrattato perchè mi serviva più spazio. Presi questo comò e lo trascinai di nuovo verso la mia camera, e ancora non capisco come ho fatto a farlo passare dalla porta, perchè è un catafalco a dir poco gigantesco. Portato il mobile e decisa la collocazione vi sistemai sopra il parallelepipedo, allestendolo di nuovo e cambiando un minimo la disposizione delle piante. Misi i pesci. Per qualche giorno rimirai tranquilla il risultato, ma le mie manie di grandezza ci misero lo zampino e fecero sì che comprassi altri due pesci rossi, Davide e Golia (un bel cometa), sfidando la diffusa convinzione che per un pesce rosso ci vogliano almeno 35 litri. Purtroppo per me Golia aveva i sintomi di una infezione batterica, l'esoftalmo. Un occhio era velato di bianco, per cui lo misi nella vecchia vaschetta (e io che la volevo buttare...) assieme a uno spicchio d'aglio (qualcuno mi ha chiesto perchè non con il rosmarino e due patatine) per due settimane, facendo tornare tutto alla normalità. Passato questo problemino rimisi il povero Golia in vasca e quasi per magia (diciamo grazie alle temperature miti del periodo) il pesciotto si ringalluzzì e cominciò a correre dietro alle gonnelle di Castore, quindi per assecondare la sua smania di sesso (Castore era troppo piccolo per riprodursi) presi un quinto pesce rosso, Sansone, che a discapito del nome sembrava proprio una bella pesciona, e, ovviamente, a quel punto Golia smise di avere la "fregola". Ora la formazione era al completo: Castore, Polluce, Davide, Golia e Sansone.
L'acquario, la formazione e il suo allestimento hanno resistito per circa un anno, poi Polluce, per cause non note, è morto. Il fondo è stato rimosso e le piante sistemate in vasetti, il coperchio è stato tolto e diverse combinazioni si sono avvicendate. Il mio piccolo ecosistema ancora non ha trovato la sua stabilità.

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categoria:natura, animali, piante
sabato, 01 maggio 2004
Il Giardino - Parte Seconda

La Sora M. è un bulldozer! Infaticabile è andata avanti per due ore a sradicare ortiche, parietaria e acetoselle, tagliando qua e là escrescenze vegetali che avevano avuto la malaugurata idea di trovarsi sulla sua strada... Ma andiamo per ordine. Vengo svegliata all'una meno un quarto (volevo svegliarmi presto, eh!), cerco di sopravvivere allo shock e dopo venti minuti scendo da Nonno a mangiare. Con me porto gli attrezzi e i guanti, e dopo aver pranzato scendo per dare un'occhiata e organizzare il lavoro. Comincio ad ammucchiare da una parte le erbacce strappate dalla Sora M. il giorno prima, la quale si affaccia richiamata dal rumore del rastrello e mi passa dei sacchi dell'immondizia condominiali 110x70. Si affaccia il dirimpettaio, che fa apprezzamenti sull'equipaggiamento che maneggio come se stessi montando un silenziatore su una pistola. Comincia a a dirmi "stai attenta qua, stai attenta là che ho piantato le margherite" (come se non le avessi viste) e nel frattempo Nonno Fomentatore Di Risse che si era affacciato in contemporanea a lui, gli intima di stare zitto ed io, stando molto attenta al labiale visto che il tipo è sordo come una campana, sfodero il mio miglior sorriso e dico "B., non ti preoccupare!", sembra aver capito perchè mi sorride. Arriva la Sora M. agguerritissima e armata di guanto di lattice che comincia a sradicare grossi mazzi di ortiche. Dopo nemmeno mezzo minuto, visto che aveva capito, scende B. anch'egli armato di guanto da potatore di sequoie e comincia a pulire il pezzo dove si trovano le margherite. Ho scoperto che il giardino si trovava allo stato brado perchè anche a B. "je facevano male i reni"... Continuiamo a strappare e ammucchiare finchè B. con l'occhio velato e quasi piegato ad angolo retto si arrende e si va a guardare la tv sparata a 140 decibel. Arriviamo fino al margine superiore del giardinetto, e là scopro la carcassa di un piccione in avanzato stato di decomposizione, che ovviamente puzza da accorare. Per il momento lasciamo stare tutto così. Scopro con mia grande gioia che è stata piantata la Passiflora, e la mostro con l'orgoglio alla Sora M. che pare contenta anche lei. Tra massimo 5 anni avrò il piacere di vedere quei magnifici fiori. La Sora M., ringalluzzita dal risultato ottenuto poco prima, si gasa da morire e comincia a strappare le erbacce anche in un altro giardinetto, che è quasi ad angolo retto col nostro. A forza di strappare e tagliare rami bassi degli Eucaliptus che si trovano là, riusciamo a rimuovere dei completini intimi (?!) che qualcuno ha lasciato tra il muro e il grosso albero. Accorre anche Nonno che armato di scopa di saggina comincia a spazzare via tutte le foglie di eucalipto, e ci tiene a dimostrare che, nonostante i suoi 72 anni, possiede ancora quella virilità bruta che gli consente di afferrare a piene mani nude tutte le ortiche accatastate per ammucchiarle altrove. Finiamo di "bonificare" anche quell'area. Accorrono le Tre Grazie a cui raccontiamo tutti gli sforzi profusi per sistemare "e quanto è più bello senza tutta quella roba, e che tutti ci invidiano il posto dove viviamo, sa, mia figlia fa di tutto per tornare qua, e se tutti facciamo qualcosa sai quanto diventa più caruccio". Mi siedo per scambiare quattro parole e qualche plantula di albicocco superstite e rimedio anche un rametto di rosmarino e scopro che la Sora M. ha problemi di cuore, ha l'ernia del disco e un'anca artificiale... e menomale!, altrimenti avrebbe falciato via anche le erbacce di un altra aiuola. Per fortuna che gli sguardi supplichevoli miei e delle Tre Grazie (che si vedono già coinvolte nel lavoro) la fanno desistere, altrimenti adesso sarei ancora là... Torno a casa spossata e con un vasetto di piante. Domani continuiamo...
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Passiflora caerulea
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categoria:natura, piante
venerdì, 30 aprile 2004
Quanto è "giusto" distruggere un piccolo ecosistema sostituendolo con l'opera ordinata della mano umana? Me lo sono chiesto quando sono uscita sulla veranda, che di fronte ha una fila di vasi e oltre questi un piccolo giardino. Sei mesi dopo nei vasi ci sono Hordeum di un metro e sessanta di altezza, avene, una specie di Carpobrotus solo con foglie molto più piccole con decine di fiori rosa intenso e arancioni, veccie (Vicia sativa) cariche di baccelli ancora immaturi, aglio selvatico (Allium triquetrum) in fiore, sia nei vasi che nel giardino che oramai è un unico tappeto di verde, e ovunque piccoli e grandi insetti, volanti e non. Un quasi incontro ravvicinato con una locusta che appena mi ha visto avvicinare ha spiccato il volo... verso di me!, che se non mi fossi abbassata mi avvrebbe preso in pieno petto, lucertole socievoli, la prima zanzara della stagione che ora non è più di questo mondo... insomma davvero un microcosmo. E io con che cuore dovrei sradicare tutto per poi piantare qualche filetto di erbetta inglese? Mah...
Allium triquetrum
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categoria:natura, piante
giovedì, 29 aprile 2004
Non so se è perchè finalmente ho studiato Botanica, ma questi due giorni che mi hanno vista decisamente più vicina al mondo vegetale rispetto al solito, hanno fatto sì che mi si schiudesse davanti agli occhi tutto un mondo nuovo. Ci sono delle cose che ti porti dietro da quando sei bambino, e nonostante tu abbia i mezzi per poterle analizzare, non lo fai, semplicemente perchè le dai per scontate. Così era per le spighe. La mia infanzia è stata piena di spighe, strappate e tirate contro la schiena per sapere quanti fidanzati avrei avuto, usate per fare il solletico ad altri bambini, gettate via di corsa quando vi scoprivo i cosiddetti "pidocchietti delle piante"... L'altro ieri, in uno dei vasi, ho preso coscienza della "spiga". Ho visto le sue antere, ho visto la nuvola di polline che essa sparge quando viene anche solo lambita dal vento, ho scoperto lo stesso nella spiga dell'avena, che nel mio immaginario di bambina osservatrice era il muso di un drago e i suoi baffi, ho assaporato il vento e l'ho accolto con la stessa fremente esultanza della spiga che grazie a lui può perpetrare sé stessa negli anni e sono stata scaldata dallo stesso sole che agita la pianta nelle sue parti più infinitesimali. Ho provato la gioia di vedere una lucertola non aver paura di me, quando da un muretto mi è saltata sulle gambe ed è stata ferma lì per qualche istante, come a bearsi del sole nello stesso modo in cui stavo facendo io. In quel preciso momento ho percepito di essere parte di un sistema i cui elementi sono in completa armonia tra loro.
Hordeum jubatum
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categoria:natura, piante