venerdì, 29 dicembre 2006
Ho sognato che rivedevo la tua faccia attraverso le persiane chiuse, che eri tornato.

Ho aperto gli occhi e la consapevolezza che non sei con me mi ha investito come un treno in transito.

Cerco di non stare ferma e annegare in questo senso di impotenza, ma alla lunga vedo che no, non ce la posso fare.

Mi alterno tra la consapevolezza di essere in uno stato miserevole e il prendermi per il culo da sola per quanto sono disgraziata.

Esco di casa per andare a lavorare, e mi metto addosso la maschera. Quella seria e insensibile nel tragitto fino all'ufficio, quella che ci ride su al lavoro. Ma l'intercapedine tra la mia faccia e la maschera fa da cassa di risonanza per i gemiti che dentro di me salgono e scendono come la marea, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno.

La mattina è il momento peggiore. Vado a dormire la sera con la vaga speranza che l'indomani avrò qualcosa da fare, un pezzo di vita da ricostruire, ma la mattina, appena sveglia, quando ancora non mi sono tornate in mente tutte le stronzate di cui mi alimento per non cedere, mi rendo conto che ho veramente poco a cui aggrapparmi, e allora piango. E cazzo quanto male fa piangere appena svegli, non ne avevo la minima idea.

In altre occasioni ho sfoderato l'arma migliore per raccattare e rimettere insieme i miei pezzi, il risentimento, l'incazzatura verso chi si era permesso di ridurmi in questo stato prendendo a calci tutto cio' che di buono avevo donato. Ma con te non ci riesco, ci provo, mi incazzo, penso che sei uno stronzo egoista che non vede a un palmo dal naso eppure... eppure stavolta tu sei lo stronzo egoista che voglio.

Lo stronzo egoista che mi ha promesso che tornerà. Devo crederti?

Intanto tre giorni sono passati e di te non ho la benché minima notizia. Non so nemmeno se la bufera ti ha permesso di salire su quell'aereo, se sei tornato a casa, se lavori o passi a casa le vacanze che avresti dovuto trascorrere qui con me. Non so se dormi per non pensarci, se esci e non ci pensi per niente, se le cose sono diverse per te o se l'indifferenza è il non-sentimento che scandisce le tue giornate.

Non riesco nemmeno a trovare una fine decente per questo post.
postato da: diablera alle ore 10:58 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 03 dicembre 2006
Il fallimento di un segugio internauta.

Sono andata all'IKEA oggi, e, tralasciando quanto ho speso (dannazione a me), ho acquistato il lampadario dei miei sogni: Norrsken. Sono quei faretti in sospensione su dei cavi dove passa la corrente elettrica e che puoi far girare per tutta la stanza (i cavi sono da 9 metri l'uno, quasi quasi gli faccio fare un giretto fino alla cucina).

Dicevo di questo Norrsken piu' faretti, e da brava sfighella ho beccato la confezione senza istruzioni.

Niente di grave: per una come me che è nata, vissuta, cresciuta e tutt'ora monta sorpresine di Ovetti Kinder, il mobile/accessorio/cazzetto IKEA è solo la naturale evoluzione della suddetta sorpresina.

PERO' quando si parla di elettricità e tensione mi ca*o letteralmente addosso, per cui il trovare 'ste otto fettucce di silicone mi ha lasciato alquanto disorientata. A che servono? Isolamento? Grip dei faretti? Stanno là per bellezza? Questa ultima ipotesi sarebbe stata la piu' idonea ad essere scelta, solo che il vedere il disegnino con un bel "x 8" sotto mi ha fatto ricredere. Il punto in tutto questo è: 'ndo vanno sti cosi???

Il buon Progettoghiaia conosce le mie abilità nella ricerca fruttuosa di qualsiasi futilità e non usando San Google, ma stavolta... stavolta non ce l'ho fatta. Non ho trovato assolutamente cio' che cercavo, anche se adesso so che per mettere un dimmer e non far ronzare tutto l'ambaradam devo usarne uno per trasformatori toroidali, ma vabbè, questo è lo step successivo; il primo è quello di montare questo coso infernale. Siccome IKEA sta parecchio lontano da qua, ed essendo io tutt'ora spatentata, avrei volentieri trovato una soluzione al mio problema andando a fangoogle piuttosto che a Porta di Roma. Niente, niente, niente!!!!

Per cui cari lettori, dopo tutto questo panegirico, il mio appello è:

qualcuno di voi puo' spiegarmi ndo vanno quelle %@$£# di fettucce di silicone

oppure

qualcuno di voi puo' scannerizzarmi, se le ha, le istruzioni di quel lampadario?

In alternativa se chiedete anche a qualcun altro non fate un soldo di danno.

Sentitamente Diablera ringrazia in anticipo

*****aggiornamento delle 23:44*****

i ciccioli di silicone servono per non sbragare il muro quando fissi i tiranti.
postato da: diablera alle ore 22:16 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 01 dicembre 2006
Stamattina ho aperto gli occhi e mi sono resa conto che durante la notte il mio cervello è rimasto sveglio a inventare nuove combinazioni di parole per dirti quanto sei stronzo.
postato da: diablera alle ore 07:42 | Permalink | commenti (4)
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