venerdì, 19 maggio 2006
Promemoria per il viaggio:

- non portarti tutti quei maglioni, non ti servono a un cavolo, nonostante la latitudine farà caldo, si.
- portati le cuffiette che hai comprato l'altra volta sull'aereo e stai attenta a non fartele confiscare, che con le politiche low fare si sa mai che te le tolgano per fartene comprare un paio nuove.
- visto che ti vai a depilare qualche ora prima di prendere il volo, ricordati di staccarti le patacche di cera che ti rimangono sulle gambe quando torni a casa, che a vederle fanno brutto.
- togliti quel sorriso diabolico dalla faccia quando l'aereo prende un vuoto d'aria.
- prega ferventemente qualsivoglia divinità affinché rimangano liberi i due posti accanto a te, meglio se all'andata e anche al ritorno, così ti puoi levare le scarpe e allungarti mentre passano il filmetto in danese coi sottotitoli in norvegese sulla Casa Reale.
- se proprio non riesci ad ottenere i tre posti liberi fingi sofferenza e recati dall'assistente di volo con uno sguardo supplichevole e lacrimevole chiedendo un posto largo ché hai le gambe lunghe. Non te lo darà, ma magari ti porta un mars come contentino.
- prenditi quei sandwiches al pollo e ai peperoni verdi piccanti, che sarà l'ultima cosa che si avvicina a un pasto nutrizionalmente equilibrato fino al tuo ritorno a casa.
- portati un libro in inglese, o meglio in norvegese, così non ti associeranno al tizio seduto davanti a te tutto tatuato con accento squisitamente napoletano che si è portato come bagaglio a mano un collo di mozzarelle di bufala campana con nastro adesivo in bella vista e che si fa il segno della croce quando decollate. Ricorda, sei bella alta, se giochi bene con i buongiorno e gli arrivederci possono anche scambiarti per una di loro.
- pensa che tutto quello che metterai nel bagaglio a mano sarà visto dall'addetto alla sicurezza sul monitor potenzialmente visibile a tutti. Fai con cura le tue scelte.

To be continued...
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giovedì, 18 maggio 2006
Questa è una di quelle sere in cui mi guardo allo specchio e sono sobria. Scevra dalla costante esaltazione delle possibilità della vita. Non vedo la mia faccia come una caricatura. La vedo ed è lineare, elegante forse. Stasera che tutte le possibilità che ho prospettato sono ripiegate su loro stesse. Stasera che le possibilità sono implose lasciando tutto attorno il nulla che ti stordisce, come quando pensi a cosa c'è dopo l'universo e la mente si acceca per l'assurdità di trovare qualcosa oltre, o di immaginare il nulla. Stasera che non so dove sei. Stasera che tento di convincermi che il piano di riserva è validissimo nonostante sia circondato da un'aura di noia. Stasera che vorrei crederti capace di cogliere il dramma, di prendere di petto una ripicca e starci male. Non so se realmente sei così in grado di non farti toccare dalle tristezze, dalle mancanze, così come succede a me. Non lo so da quando mi hai detto che quella volta, forse... E così cambia l'immagine di te, un po' come quei giochini fatti coi fogli che colori dentro,un momento li apri in verticale e c'è il rosso,poi li apri in orizzontale e c'è il nero, un momento c'è il freddo dell'indifferenza, il momento dopo c'è il calore del sentire, basso, alto, verticale, orizzontale, freddo, caldo. Passerà. Ma torna, lo so che torna. E poi via di nuovo, speranza, delusione, gioia, disperazione, rabbia. Quanto conviene sentirsi vivi così?
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martedì, 16 maggio 2006


Un albero
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giovedì, 11 maggio 2006
Sondaggino: quanti di voi hanno avuto mal di testa ieri 10/05/2006 ?
Diciamo che il sondaggio si riferisce a chi non soffre di emicrania o cefalee ricorrenti.
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