mercoledì, 30 marzo 2005

Pink Pearl

postato da: diablera alle ore 12:27 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 22 marzo 2005

Eh si, la primavera è proprio arrivata. Già da giorni avevo abbandonato l'ingombrante piumino per una giacca nera decisamente più adatta alla nuova stagione. Ieri avevo deciso che oggi avrei fotografato i fiori che sono finalmente spuntati dai bulbi che ho piantato nei vasi ad ottobre, però mi aspettavo qualcosina di meglio dalle foto, devo dire che non sono affatto soddisfatta. In ogni caso ho fatto un giro per il cortile in cerca di qualcosa di interessante da immortalare, ma a parte il timore di fare la figura della freak con i vicini che non si sognerebbero mai di sdraiarsi a terra a fotografare schifezze e schifezzine varie, non ho trovato nulla di particolarmente interessante tranne una cosina che facemmo noi bambini quando ci era venuto il pallino del giardinaggio. Il giardino sul retro è perennemente all'ombra, perennemente devastato dalle masserizie che arrivano chissà da dove, flagellato dalle ortiche e dalle parietarie, spesso allagato dallo scarico della fogna che si ottura perennemente (ma che si mangiano i miei vicini?) ma la speranza di renderlo guardabile non mi ha mai abbandonato. Già tempo fa ci avevo provato coadiuvata dalla Sora M., ma poi è stato tutto, per l'appunto, lasciato alle ortiche causa aggravamento di mio nonno e altri impegni pressanti. In ogni caso, gironzolando sul retro in cerca di qualche carcassa di piccione o di qualche topo col musino fuori dal buco mi sono imbattuta in un "avviso" che decidemmo di comune accordo di scrivere dopo esserci distrutti di fatica a potare, pulire, seminare e via dicendo il giardino degli orrori.

La cosa che mi diverte di più è la frase di chiusura: "un cordiale grazie". L'avevamo scritto con le migliori intenzioni, l'unico problema è che io questo "avviso" l'ho rivisto per la prima volta dopo circa 13 anni, e non l'avevo notato nemmeno quando ho passato due giorni a estirpare ortiche, qualche mese fa. Decisamente non è stato efficace, tant'è che la buonanima di quello che viveva di sopra si è sempre divertito a flagellare il banano e a estirpare l'olivo che avevamo piantato. Comunque quello che mi è rimasto da questo giro di ricognizione è che in questo cortile, in questo quartiere, nonostante alcune parti siano lasciate a sé stesse, è sempre tutto troppo addomesticato per essere interessante. Bellezza dei miei fiori a parte, che quando ho rivisto dopo il giretto mi hanno aperto il cuore, di interessante c'è poco, ma ancora è presto, presumo. Lucertole non se ne sono viste, il senecio ha fiorito fino a dicembre e adesso non ha più l'attrattiva per le centinaia di bestioline volanti che ronzavano allegramente nei giorni di sole invernale, statue nel giardino del vicino non ne ho più (grazie al cielo, direi), quindi posto i miei fiori e non se ne parla più.

Pickwick

Delft Blue

postato da: diablera alle ore 13:38 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 20 marzo 2005
Ispirazione zero. Ogni pensiero è rivolto a come mi dovrò condurre nei prossimi tempi. Il lavoro preme, l'università pure, e io lo dico sempre che riesco a fare una cosa alla volta... L'inerzia sta riprendendo il sopravvendo al di fuori delle ore di lavoro. Quando sono a casa so che ho da fare diverse cose, come studiare, sbobinare le lezioni di microbiologia, guardarmi le procedure per fare meglio al lavoro... eppure... frastornata dalle migliaia di correnti di pensieri che sbattono da una parte all'altra del mio cranio continuo a girare su me stessa. Molte cose hanno perso la loro attrattiva, sono tutta lavoro, pulizie e gatti. Non penso ad altro che a questo, e si accumulano cose da fare che mi sembrano come l'Everest da scalare per un'ottantenne con le ginocchia fradice. Il fatto di dover fare gli straordinari mi mette in agitazione, non per l'impatto sulle ore spese al lavoro, chi se ne frega, ma sul fatto che le tante incombenze che ho ora si accumuleranno sempre di più. E' come se avessi bisogno di tempo per disintossicarmi da qualsiasi cosa faccia. Lavare i piatti, serve mezz'ora per farlo, ma ho bisogno di due ore prima e due ore dopo per fare altro. O cambio il mio modo di concepire il tempo o sono sicura che molte cose andranno a rotoli, prima fra tutte l'università. Oltre tutto ciò ho una debolezza addosso che fa spavento. Oggi per migliorare la situazione ho cercato di mangiare un po' di carne, l'avessi mai fatto. Ho fatto l'impasto da polpette e poi ho sbattuto tutto in padella sotto forma di hamburger di 20 centimetri di diametro. L'impasto prevede il parmigiano, io ci ho messo il pecorino. Risultato: immangiabile, una massa di carne informe galleggiante in una strana e inquietante brodaglia color grigio-marrone... ma mi sono fatta forza. Sono stanca.
postato da: diablera alle ore 23:24 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 07 marzo 2005
Oggi, dopo quasi tre mesi di assenza dall'università sono tornata a seguire le lezioni. Il semestre è iniziato con due ore di Biologia Molecolare: quale musica per le mie orecchie! Dopo quasi un mese di termini aziendali, a proposito del Cliente, communication skills, job posting e via dicendo, tornare a sentir parlare di acidi deossiribonucleici, nucleosidi, cromosomi e quant'altro mi ha aperto il cuore. A un certo punto mi sono sentita così felice che mi sono venuti i lucciconi: ero ebbra di felicità.
Durante queste due ore ho appreso che l'Uomo di Neanderthal non è un nostro avo, bensì una specie a sé stante. Questi aveva vissuto per millenni nell'Europa battuta dal gelo della cosiddetta Era glaciale, adattandosi al clima freddo mediante lo sviluppo di strutture adeguate: fosse nasali più larghe per riscaldare meglio l'aria che inalavano e corpo corto e tozzo per diminuire la superficie esposta al freddo. Erano estremamente territoriali e i loro clan erano molto uniti. Vivevano in gruppi di massimo 25 individui (o esemplari?) e l'impatto sulle scarse risorse era minimo. Il maschio cacciava e la femmina scuoiava le prede tanto da farne pelli per ripararsi dal freddo. Si consumavano i denti fino alle radici masticando le pellicce per ammorbidirle. Erano anche molto intelligenti. Barriere climatiche tenevano separata la specie di Neanderthal dall'Uomo di Cro-Magnon, ma quando il clima si fece più mite l'Homo sapiens si spinse a nord dal Medio Oriente, e qui iniziò il declino dei neanderthaliani. Nonostante il poco adattamento al freddo degli uomini di Cro-Magnon, essi sopperirono alle carenze fisiche con altri stratagemmi, dovuti interamente allo sviluppo del loro cervello. Nonostante non differisse dal cervello dell'Uomo di Neanderthal in quanto a dimensioni, grazie ad esso i Cro-Magnon svilupparono un tipo di pensiero che garantì loro di prendere il sopravvento sull'antica specie abitatrice di quei luoghi. Cro-Magnon acquisì la capacità di fabbricare utensili, si volse verso altre risorse alimentari quando la scarsità di approvvigionamenti faceva sentire il suo peso, aveva un linguaggio più ricco, e la struttura della società di questa specie permise di stringere alleanze tra clan per sostenersi a vicenda. Non fu dovuto a scontri violenti e sanguinari che l'Uomo di Neanderthal si estinse. Semplicemente non ci fu più spazio per loro. Se così non fosse stato cosa sarebbe accaduto? Ci sarebbero stati due tipi di umani, o forse sarebbero entrambi confluiti verso la formazione di un'unica specie?
Personalmente non so cosa immaginare tra le due soluzioni. Di primo acchito mi viene da pensare a una realtà tipo pianeta delle scimmie, ma la scarsa fantasia mi impedisce di spingermi oltre e di immaginare tutte le implicazioni dovute a un'eventuale convivenza tra due generi distinti.
postato da: diablera alle ore 15:39 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 02 marzo 2005
Ieri sono andata a dormire talmente presto che non ho avuto il tempo di assaporare bene il fatto che ho superato l'idoneità d'inglese. Decisamente non me l'aspettavo! Per vedere i risultati sono andata all'università, ma sono rimasta delusa dal fatto che a quell'ora non c'era già più nessuno, solo un paio di coppie che non conosco.
Stamattina mi sono alzata prima per avere il tempo di lavarmi i capelli, se no poi avrei dovuto fare le corse, anche se lavoro a 1,6 km di motorino da qui. Oggi finalmente (finalmente?) farò il primo affiancamento in cui sarò io a parlare. Dubbi ne ho da vendere, ma credo che grazie a un po' di smartness (alla faccia dell'idoneità di inglese) riuscirò non dico brillantemente ma me la caverò con onore. Spero solo di beccare pochi clienti incazzati...
Anche oggi ho dato prova delle mie doti da provetta barista creando un altro bel cappuccino, che è venuto meglio del solito, schiuma nella giusta misura, sapore tipo bar... Sto diventando monotematica, lo so, ma il problema è che stando otto ore in un solo posto non ho il tempo di guardarmi in giro, anche perchè quando esco da là è sempre buio pesto. Dalla prossima settimana però le cose dovrebbero migliorare: da otto passo a quattro ore al giorno, ricomincia l'università con lezioni nuove -devo ricordarmi di comprare un registratore!-, ricomincio anche a studiare... forse allora qualcosina in più da raccontare ci sarà... buona mattinata a tutti!
postato da: diablera alle ore 07:38 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 01 marzo 2005

 

Buongiorno!

postato da: diablera alle ore 07:58 | Permalink | commenti (4)
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