Mancano meno di sette ore allo squillare della sveglia, e so già che sarà come assistere all'inizio dell'Armageddon. Ho speso la seconda serata a far splendere la cucina, in onore della nuova macchina per fare l'espresso, che ho sempre desiderato avere e che oggi mi sono vista recapitare in casa da mio zio, che non ne ha apprezzato il valore. Io invece dal primo momento che l'ho vista l'ho accarezzata con lo sguardo, e ho condiviso con lei desideri di dolci risvegli accompagnati da un buon cappuccino caldo, al posto del caffelatte scialbo e freddo che con stoicismo ingollo ogni mattina. Domani le otto ore di lavoro saranno migliori, supererò i miasmi prodotti dalle bocche in disfacimento dell'ufficio, tornerò a casa e la troverò là, pronta a lavorare di nuovo per farmi un buon tè...



